SONOS E CONTOS, IL SOMMARIO.
EDITORIALE
NOVAS DE ATONZU, frammenti di notizie musicali e non da tutte le parti della Sardegna.
BONAVENTURA LICHERI, l'avventura di un frate poeta nella Sardegna del '700, in un libro di Eliano Cau. Di Antonio Strinna.
POETI IN GIRO PER LA SARDEGNA, Luisella Pisottu a Bosa.
A cura di Antonio Strinna.
FRANCO DENANNI, faccia a faccia con il cantadore di Chiaramonti.
CRC POSSE, voglia di cantare nei cortei, nelle manifestazioni di piazza.
Di Fabio Loi.
THE HUGE, i falegnami cantanti di Orosei.
Di Gianbasilio Nieddu.
NOTE DIMENTICATE, chitarra sarda e dintorni...
Di Tore Carboni.
I GOSOS della confraternita dello Spirito Santo di Cabras del 1784.
Di Martino Corimbi.
FRANCO MADAU, su cantadore malaittu di Tuili.
Di Pierpaolo Fadda.
PIERO MARRAS, intervist.
Di Giacomo Serreli.
DROMO FESTIVAL alla prova del 9
Di Caterina Angotzi.
PASTIORES TENORES di tutta la Sardegna.
Di Gianbasilio Nieddu.
CANTANNE A S'ANTIGA, magica serata a Santu Lussurgiu.
Di Giovanni Perrìa.
SU CUNCORDU BANARESU, musicando le poesie del grande poeta Barore Sassu.
Di Pierpaolo Fadda.
ANDREA PISU, astro nascente delle launeddas.
Di Giovanna Chessa.
...E MOLTO ALTRO ANCORA in "Sonos e contos" del mese di novembre.
POETI IN GIRO PER LA SARDEGNA - LUISELLA PISOTTU
BOSA
Mi fermo, staziono in silenzio,
allungherei radici
sui resti dell’antica torre.
Bosa sorride
adagiata sul colle di euforbie;
lo sguardo plana
su tappeti di tegole rosse,
Bosa sonnecchia.
Le barche sono sentinelle:
su due gomiti d’acqua,
il Temo si sveglia sul mare.
Mi attardo,
Claudia mi chiama.
Porge, dolcissima, un fiore
al primo giorno di primavera .
Dal volume “ In vortice obliquo” di Luisella Pisottu – Edizioni Il Filo - Roma – 2007
Una semplice passeggiata insieme alla mia famiglia, per rendere omaggio ad una bellissima giornata primaverile: a un cielo terso, al tepore del mattino, ai profumi della natura in pieno risveglio. Era il 21 marzo 2005.
Bosa è città mistica, che grazie al Temo, al centro storico nei cui vicoli dai bei palazzi sette-ottocenteschi adoro addentrarmi, non manca mai di darmi nuovi spunti di scrittura. Così è nata “Sono un gabbiano”, durante il tragitto, a piedi, tra la chiesa di San Pietro extramuros e Bosa, seguendo il placido percorso tra gli orti e i frutteti della campagna bosana e il Lungotemo, adagiato sul quartiere Sas Conzas.
Ad ogni visita la città sa regalarmi nuovi versi.
La poesia “Bosa” è nata invece sul Castello Malaspina (o Serravalle), dopo aver visitato la suggestiva Cappella di Nostra Signora de Sos Regnos Altos (o Sant’Andrea) arricchita all’interno da bellissimi affreschi suggeriti dalla spiritualità francescana.
All'esterno della chiesa, un giallo tappeto di acetoselle faceva risaltare fortemente il forte connubio tra arte e natura, monumenti e storia, il tutto immerso in una atmosfera di grande pace che questa misteriosa città sa regalare.
Quando dal castello distendi lo sguardo sopra Bosa, tutto si rivela affascinante. Insieme allo stupore, muta di continuo la contemplazione di quel panorama aspro di roccia basaltica, ma anche accogliente lungo la piana sottostante, con il fiume che stempera le ambizioni della cinta muraria e del castello.
Ecco, quel contrasto così forte, come per una concentrazione di colori intensi su una tavolozza, mi ha portato alla necessità di affidare alla pagina le mie impressioni.
Non avendo stranamente carta su cui scrivere, né penna, ho pensato di memorizzare il testo della poesia sul cellulare.
La poesia è come il sogno: se non lo trattieni, fugge!
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