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  VARIE SEGNALAZIONI SUI LAVORI PUBBLICI IN CITTA'.

In questo spazio trovano collocazione tutte le segnalazioni dei cittadini riguardanti i lavori in città.
 
VARIE SEGNALAZIONI SUI LAVORI PUBBLICI IN CITTA'.
LE PIAZZE DI SASSARI

PIAZZA D’ITALIA E PIAZZA TOLA

Cari Amici, come ben sapete queste due piazze sono le più importanti della città.

La moderna Piazza d’Italia risale al 1872 quando il Comune pago all’artigiano Giovanni Secchi lire 12.000 per il suo spianamento. E’ caratterizzata dallo stile Umbertino e dalle belle costruzioni dei Palazzi Giordano e Provinciale. Misura un ettaro esatto ed al suo centro è posto il bel monumento a Vittorio Emanuele II°, inaugurato dell’anno 1899, ad opera dello scultore Sartorio.

Piazza Tola è situata in pieno centro storico ed era denominata “Carra Manna”. La sua origine risale ai tempi della repubblica sassarese del 1294 ed il suo nome deriva da una misura di pietra detta “Carra” ivi posta per misurare derrate all’ingrosso di grano, orzo, fave ed altri legumi a disposizione di venditori ed acquirenti, sotto la sorveglianza di un addetto municipale. Subì varie trasformazioni ed abbellimenti, fu sede di mercato e di cerimonie religiose. Nel 1872 fu battezzata con il nome di Piazza Carlo Alberto e dopo con i nomi di Efisio e Pasquale Tola. Al suo centro sorge il monumento a Pasquale Tola, la cui statua risale all’anno 1903 ad opera dello scultore Giulianotti.

Le due piazze sono state recentemente “restaurate” ed aperte parzialmente al pubblico nel mese di dicembre del 2007.

Piazza Tola, sebbene misuri meno della metà di Piazza d’Italia e dopo i risultati dei restyling, discutibili come realizzazione, la batte per due a zero. Infatti, Piazza Tola, pur con i nuovi alberi Jacaranda, le aiuole non in linea fra loro e di numero dispari (quattro in un lato e cinque nel lato opposto) è stata perfettamente spianata e la si può vedere per tutta l’estesa.

Di contro Piazza d’Italia è stata realizzata tutta a gobbe, i lastroni di basolato della strada hanno subito maltrattamenti vistosi, le palme sono state rimosse per essere interrate e sono state circondate da energiche iniezioni di cemento mentre fanno, per ora, brutta mostra di se alcune canalette faccia a vista per la raccolta delle acque piovane sebbene la piazza sia provvista di scarse caditoie, con tubi interrati, ma collocate in luoghi che di acqua ne raccolgono ben poca.

Per questi motivi Piazza Tola la batte per due a zero, ammenocchè il perfido Soru non abbia consigliato i progettisti e l’impresa cagliaritana, che ne esegue il restauro, ad eseguire male i lavori per rovinare una bella Piazza che era il vanto della nostra città.

Purtroppo ora ce la dobbiamo tenere in queste pietose condizioni con l’aggiunta di una vistosa macchia di gasolio che si può ammirare di fronte all’ex bar Rau.

Sarebbe ora il caso di ribattezzarla con il nome più appropriato di Piazza Ondulata?



Vincenzo Falchi

INAUGURAZIONE EX PIAZZA D’ITALIA

Con gran curiosità, la domenica mattina del 16 dicembre, io e tre miei amici, (I TRE DELL’AVE MARIA e “quello lì”) gruppo che solitamente s’interessa alle vicende della città e sopratutto ai lavori pubblici attualmente in opera, abbiamo assistito all’inaugurazione di Piazza Bombata ex Piazza d’Italia.

Col nostro operato siamo riusciti, in qualche modo, ad evitare che il Corso Vico, meglio dire il Viale delle Rimembranze, fosse mutilato e sacrificato alla fantasia della genialità di 18 fra Architetti ed Ingegneri, nel cui Viale avevano previsto un’illuminazione con pali a luce riflessa al centro del filare degli alberi, (non abbiamo fatto in tempo che avvenisse l’irreparabile con la caduta del bagolaro “Maninchedda” ed altri 9 in pericolo che sono stati “ingabbiati”), perché non ci hanno creduto quando abbiamo segnalato il taglio sconsiderato delle radici durante le operazioni di scavo per la rete fognaria, troppo vicino al fusto.

Siamo riusciti invece a bloccare lo scempio di Viale Dante prima che fosse sacrificato a diventare un anonimo mucchio di terra incolta con panchine per utenti suicidi.

Per Piazza Tola, non siamo riusciti, col solito nostro tambureggiare, ad attirare l’attenzione dell’Amministrazione per controllare i lavori dell’impresa. Infatti, i lavori sono stati catastrofici:

hanno massacrato gli alberi Bagolari esistenti spostandoli,
li hanno potati malamente tanto che si sono “ammalati” e “gravemente deperiti”,
li hanno sostituiti con alberi esotici Jacaranda mimosifolia che faranno ombra per pochi mesi l’anno e che abbisognano di troppe cure che il Comune non è in grado di dare,
costruito le nuove aiuole ma tutte storte, non in linea con il cordolo,
la pavimentazione poi lascia alquanto a desiderare poiché non si sa che linearità gli è stata data, né da dove sono partiti per eseguirla; insomma, un disastro.
Riprendiamo il tema iniziale riferito all' inaugurazione della ex Piazza d’Italia, che ritengo, a parte la giornata freddissima e uggiosa, abbia mostrato tutto lo squallido aspetto di una Piazza lavata per l’occasione. Infatti, anche se non era piovuto risultava cosparsa di piccoli laghetti, dovuti alla mal sistemazione delle lastre di granito, delle quali alcune anche zoppicanti.

I cittadini, intervenuti per l’occasione, si radunavano in piccoli gruppi e commentavano animatamente, criticando le gibbosità e le ondulazioni innaturali dell’intera piazza, a parer loro completamente trasformata nel suo aspetto originale e piano, seppur inclinato. Insomma, un altro vero disastro di un lavoro pubblico nato male e finito peggio, ma purtroppo pagato bene.

Inaugurazione quindi, momentanea, perché la piazza ha bisogno di un certosino rifacimento parziale, almeno per quanto riguarda le gobbe, le pendenze e le caditoie per la raccolta delle acque che non vanno eseguite, rattoppando, faccia a vista, ma interrate (e chi ha sbagliato…paghi!).

La festa perciò è rimandata e, noi cittadini, aspetteremo e continueremo a vigilare, affinché l’Amministrazione Comunale, progettisti, tecnici ed impresa, eseguano i lavori con più professionalità e oculatezza.

Sassari 17 dicembre 2007

Vincenzo Falchi


Sono estremamente indignato per come procedono i lavori di rifacimento del “Salotto” di Sassari che d’ora in poi non di potrà più chiamare Piazza d’Italia, ma sarebbe auspicabile si chiamasse Piazza Ondulata oppure Piazza Bombata. Si sono spesi troppi soldi e noi sassaresi tutti speravamo in una piazza che ne esaltasse l’importanza e le caratteristiche, oltre alla storicità, mentre…..ci ritroviamo con una piazza tutta onde, con pendenze assurde riferite alla carreggiata stradale ed alla Piazza, con caditoie collocate dove non servono ed altre….”dimenticate” sulla penna, per non parlare delle palme che sono state "palificate" con iniezioni di calcestruzzo messe attorno alle radici.

Pensate che nel 1872 il Comune deliberò di spendere lire 14.000 affinchè fosse spianata, ed in effetti fu spianata, ma senza avallamenti e tutta la Piazza si poteva “vedere” perfettamente tutta da qualsiasi punto. Provate ora e non la vedrete più per effetto delle “bombature” e delle ondulazioni che le hanno fatto assumere i recenti lavori che la nascondono alla vista totale.

La sua progettazione, direzione, collaudo e 2% di CNPAIA più IVA costano € 695.279.49 col bel risultato d’avere una piazza rattoppata, si, confermo rattoppata, in quanto oltre alle cosette su menzionate, fra poco ammirerete una bella griglia a tutta “faccia a vista”, peraltro non prevista in alcun progetto, ed attualmente in costruzione per far scolare le acque piovane che si accumulano davanti alla Banca San Paolo e per tutta la sua estensione in quanto i progettisti (18), la Direzione dei Lavori e l’impresa si sono “scordati” di prevedere adeguate caditoie in quel tratto in duplice forte pendenza.

Questa canaletta è un’offesa per l’intera città e per l’intelligenza dei suoi cittadini in quanto certamente la si vorrà far passare per una “cosa” necessaria.

Sarebbe stato più umile ed onesto ammettere d’aver errato, sfasciare il lavoro già fatto, collocare sotto traccia i tubi come è stato fatto per il resto della Piazza, raccordarsi ad essi e ricollocare basolato e ciottoli, ma addebitando a chi ha sbagliato tutti gli oneri.

Invece si preferisce prendere in giro i cittadini mettendo in opera canalette e griglie che mal si raccordano col resto della Piazza, solo per coprire gli errori di chi ha sbagliato.

Spero tanto che il Sindaco dottor Gianfranco Ganau intervenga prontamente ed eviti questo sconcio facendo fede all’impegno assunto con la città quando affermò sul sito ufficiale del Comune:

“nessun lavoro verrà pagato se non eseguito a regola d’arte”.

Io ci spero tanto, e voi?

Vincenzo Falchi 30 novembre 2007





Caro Giancarlo, avendo riparato la tastiera ora posso inviarti questa "cretinata" che m'è venuta in mente vedendo due macchine antidiluviane all'opera in Piazza d'Italia.
Pensa che ora esistono Greder con la lama a guida laser per il livellamento di superfici che richiedono precisione assoluta per il controllo delle quote e delle pendenze.

Vincenzo

Come potete vedere sono occorse 18 teste di.... per progettare la nuova pavimentazione di Piazza d'Italia..... "ondulata".
A vederla dal vivo è ancora peggio.
Pare che Vittorio Emanuele II° debba scivolare verso Via Carlo Alberto per raggiungere Mazzini all'Emiciclo Garibaldi, attraversando la Via Cavour
Viva l'Italia risorgimentale, finalmente unita!

Dilettanti allo sbaraglio:
- i progettisti,
- l'impresa esecutrice,
- l'amministrazione comunale che non si accorge di niente.....e noi.....paghiamo!
Cari saluti da Vincenzo

Cari Amici, ieri ho saputo che la pratica “Santi Angeli” si è conclusa con l’autorizzazione del Comune che autorizza l’impresa Gavini a costruire un grosso stabile per abitazione civile nel Fosso della Noce occupando tutta la valle ove attualmente esiste un parcheggio a raso.

Secondo me è una decisione che contrasta fortemente con la tanto decantata “tutela della valle” in questione e col futuro piano urbanistico comunale PUC di prossima approvazione, per cui la Valle risulterà definitivamente compromessa e ne decreterà la fine con nuove future costruzioni.

Il mio compito è segnalare a Voi quello di agire.

Buon lavoro

Sassari 12 ottobre 2007 Vincenzo

Caro Giancarlo.
Apprendo con piacere la nascita del tuo sito, ben fatto e facilmente leggibile.
Vorrei segnalarti quanto succede nella parte finale di Via Prunizzedda. In detta via già da 4 settimane n°5 operai del comune, assunti a termine, non riescono a eseguire pochi mq. di marciapiede, e quel poco che è stato fatto, fa a dir poco pena. Quanto costa questo marciapiede alla collettività?????. Fallo presente in consiglio come vengono sperperati i denari pubblici.
Vorrei inoltre farti osservare la totale inosservanza in materia di sicurezza dei cantieri aperti (sembriamo in Albania), vedi Emiciclo Garibaldi ed alcune rotatorie.
Cordiali saluti.

Pier Paolo .

P.S. (Sono a Tua Disposizione).

Caro Amico Giancarlo,
Ti ringrazio per l'attenzione che dedichi alle mie segnalazioni sui lavori in corso nella nostra città e che pubblichi sul tuo sito.
Oggi, passando per Piazza d'Italia, ho avuto la conferma delle pendenze errate.
Pensa che, dopo le poche gocce di pioggia dei giorni scorsi, già l'acqua ristagna sul lato a sud della piazza e precisamente davanti alla Banca San Paolo.
Vuoi sapere il motivo?
La pendenza errata convoglia la pioggia proprio in quel punto e la manchevolezza grave dei diciotto progettisti consiste nell'assenza di caditoie.
In tutto il lato sud hanno previsto solo due caditoie che sono state collocate davanti a Via Carlo Alberto ad una distanza di ml.6 l'una dall'altra, dove la pendenza è più accentuata, ma per i restanti 94 metri non esiste alcun punto di scolo delle acque piovane nel raccordo fra piazza e sede stradale.
Nelle foto allegate vedrai il ristagno dell'acqua e le due caditoie.
Complimenti ai progettisti, alla direzione dei lavori ed all'Amministrazione Comunale per l'attenzione che usano rispettivamente nella progettazione, nella direzione e nel controllo dei lavori in corso.
Mi preme segnalare, ancora una volta che il movimento, rimozione e messa in opera delle lastre di basolato avviene ancora con l'ausilio (oltre alla ventosa) di una pala meccanica provvista di denti e di robusti palanchini di ferro che ne provocano le troppe scheggiature.
Sarebbe utile che tutti i soggetti menzionati ripassassero il capitolato d'appalto dove è specificato come devono essere maneggiate le lastre di basolato.
Il granito mancante viene riempito col cemento, ma la lastra rimane sfregiata per sempre (alcune anche spezzate in due monconi) creando un danno permanente all'estetica ed alla stabilità.
L'Amministrazione riuscirà a quantificare il danno?
Chi pagherà per questo modo barbaro di procedere?
Cari saluti.

Vincenzo 27 ottobre 2007
 
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