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  I «DETTORIANI» FANNO PRESSING

Chiedono al sindaco maggior peso per l’assessore Scanu .
da La Nuova Sardegna del 25 settembre 2008
 
I «DETTORIANI» FANNO PRESSING

SASSARI. E’ un momento delicato per la giunta Ganau. Il pressing della Margherita dalle stanze si è decisamente spostato in aula. Per la seconda volta, durante il Consiglio comunale, tre sedie restano vuote: sono quelle di Galisai, Sollai e Manca, ovvero i fedelissimi di Bruno Dettori e Arturo Parisi. Hanno aspettato l’approvazione del Puc e ora battono cassa: chiedono per il loro rappresentante in giunta Paolo Scanu un assessorato di maggior peso.
In effetti l’elenco dei settori di competenza, all’apparenza, sembrerebbe corposo: «Decentramento, servizi civici, mercato, mattatoio, cimitero, centro elaborazione dati, statistica e nuove tecnologie». Ma nella sostanza, invece, Paolo Scanu è un’entità evanescente nell’economia delle scelte amministrative importanti. Per questo, i suoi sostenitori, rivendicano un ruolo che non sia da pura comparsa nella scena politica. E lo fanno mandando segnali chiari al sindaco: stringiamo i tempi della verifica, scambiamo qualche tessera nel mosaico di giunta, oppure nelle sedute del Consiglio mancheranno i nostri voti. E’ un rebus che il sindaco potrebbe risolvere anche rapidamente, a patto che i tre consiglieri non alzino troppo il tiro. Infatti la crisi potrebbe rientrare subito se la corrente dei Dettoriani (leggi Gianni Carbini), trovassero visibilità in Provincia. Anche a palazzo Sciuti non esiste un rappresentante tra gli assessori e anche il presidente Alessandra Giudici è alle prese con la verifica. E si è creata questa situazione singolare: i due livelli (Comune e Provincia) sono arrivati a interferire l’uno con l’altro come se si trattasse della ribalta di un unico palcoscenico, quello più generale della politica. Ma se da Palazzo Sciuti, dove il problema di rappresentatività della corrente dettoriana è più marcato, non arrivassero segnali positivi, allora Ganau potrebbe essere costretto a rivedere il puzzle, e lo scenario si presenta all’incirca così: i dettoriani Galisai, Sollai e Manca potrebbero chiedere un assessorato di peso attualmente ricoperto dagli altri compagni di partito: l’Urbanistica di Valerio Meloni e l’Ambiente di Salvatore Demontis, entrambi esponenti della Margherita ma della corrente di Giagu. Ma Meloni e Demontis sono considerati intoccabili, sia per i rapporti col sindaco sia per il lavoro svolto durante questi anni. A questo punto le altre pedine che Ganau potrebbe spostare sono gli assessori sostenuti in aula da un unico consigliere: ovvero Raffaele Tetti, (dello Sdi) che ha in mano attività produttive, commercio, agricoltura, turismo, edilizia privata; oppure Michele Malanga (Cristiano Popolari) che gestisce i settori patrimonio, contratti, appalti, acquisti, affari legali, politiche della casa; o ancora Pier Paolo Panu che ha competenze su protezione civile, polizia municipale, sicurezza e autoparco. Della crisi di maggioranza si è parlato anche ieri nella riunione di giunta, alla quale però non ha partecipato l’assessore Scanu. La minoranza, da parte sua, sottolinea il momento di difficoltà della maggioranza. Dice Giancarlo Carta (An): «Le continue discussioni interne al centro sinistra stanno rendendo impossibile il normale svolgimento dei lavori in Consiglio; per l’ennesima volta è stata la minoranza a garantire il numero legale per far andare avanti l’ultima seduta. Il sindaco tragga la conclusione che quando si ha una maggioranza appesa a un filo o ai capricci di qualche consigliere che vuol fare l’assessore, per il bene della città, è meglio farsi da parte e andare a nuove elezioni». E’ vero che il momento è delicato. Il Puc è stato appena approvato, siamo alla fase delle osservazioni ma sono già entrate in vigore le norme di salvaguardia. Le nuove pratiche, per ottenere il nullaosta dagli uffici, devono avere la conformità anche con le nuove regole del Piano. Questo significa un blocco dell’urbanistica finché il Puc non verrà approvato definitivamente. Un rallentamento dell’attività politica o peggio una caduta della giunta per la città avrebbe ripercussioni molto pesanti. (lu.so.)

La Nuova Sardegna
GIOVEDÌ, 25 SETTEMBRE 2008
 
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