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  A ME QUEL MURO PIACE E DA' SPERANZA

Ho scritto una lettera al Direttore della Nuova Sardegna in replica all’intervento del Consigliere Schirru sul muro di recinzione della chiesa di Rizzeddu.
 
A ME QUEL MURO PIACE E DA'  SPERANZA
Caro Roberto, leggo con sconcerto la lettera che a mio parere “generosamente” la Nuova Sardegna ti ha pubblicato con grande risalto e provo un irrefrenabile voglia di risponderti.

Ti faccio un esempio personale: se non avessi avuto da bambino lo spazio, adeguatamente recintato di San Vincenzo, dove mai avrei potuto giocare a pallone con gli amici senza essere investito da qualche macchina? Dove mai avrei potuto fare le prove di campeggio con gli scout in uno spazio sicuro? Dove mai avrei potuto giocare a biliardino e a ping pong se non negli accoglienti e caldi spazi dell’Azione Cattolica? Dove mangerebbero la domenica le centinaia di poveri che affollano la mensa delle vincenziane? E posso continuare a farti centinaia di esempi sull’importanza culturale e sociale che una parrocchia ha all’interno di un quartiere. Una parrocchia che accoglie tutti, cattolici e non. La parrocchia che spesso si sostituisce alle carenze dello Stato laicista che tanto tu apprezzi.

Quella che nella tua lettera ritieni un “orribile chiesa” è invece un punto di riferimento per tutto il quartiere di Latte Dolce e Santa Maria di Pisa; se poi vogliamo parlare di cose orribili, potremmo verificare le opere fatte dall’Amministrazione che tu politicamente rappresenti: sono degli ottimi esempi.

Quindi, caro Roberto, a me quel muro di cinta ha dato una bella sensazione, positiva, perché mi sono detto: “ Finalmente anche Rizzeddu avrà una Chiesa decorosa e degli spazi fruibili dagli abitanti di quel quartiere, che tanto hanno aspettato e lottato per ottenerli”.

Mi verrebbe troppo facile farti l’esempio di sacerdoti come don Benzi, nella penisola, o Padre Morittu in Sardegna, che hanno realizzato opere ciclopiche, ma insieme a loro ci sono migliaia di anonimi sacerdoti e laici cattolici che quotidianamente aiutano il prossimo, senza alcuna distinzione religiosa, di cui nessuno parla e che sono a mio parere degli eroi.

Poi se vogliamo parlare di come e perchè costruire una Chiesa, ti ricordo che essa rappresenta per noi credenti il luogo dove ci aspetta quotidianamente il Nostro Signore Gesù Cristo, che 2000 anni fa si è immolato per salvarci. Avrà pure diritto a stare nel miglior luogo possibile? Poi se sarà ecocompatibile e fornito di parcheggi, ancora meglio; ma come costruire una Chiesa, caro Roberto, penso che sia una decisione che spetta esclusivamente al popolo di Dio e non ad altri.

Giancarlo Carta – Capogruppo di Alleanza Nazionale
 
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