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ABITANTI IN RIVOLTA: TRASLOCO DIFFICILE PER IL SERT
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Trasloco difficile per il Sert. Dopo le proteste degli abitanti di via Zanfarino che si rifiutano di convivere con la struttura che offre assistenza ai tossicodipendenti, è arrivata la risposta del direttore generale della Asl, Giovanni Battista Mele.
(da L' Unione Sarda del 20 settembre 2007) |
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Trasloco difficile per il Sert. Dopo le proteste degli abitanti di via Zanfarino che si rifiutano di convivere con la struttura che offre assistenza ai tossicodipendenti, è arrivata la risposta del direttore generale della Asl, Giovanni Battista Mele. La chiave starebbe nel decentramento del servizio.
No a un unico centro nel quale ricevere tutti pazienti. «Stiamo lavorando perché entro la seconda metà di ottobre si possa aver un decentramento del servizio. Per evitare che si ripeta quanto, con il trascorrere degli anni, è avvenuto in Via Bottego. Il provvisorio trasferimento tout court della sede del Servizio Dipendenze nei locali situati nell'ex Villaggio San Camillo non farebbe altro che trasferire un problema da una zona all'altra della città».
Il direttore generale, ieri sera ha voluto incontrare una delegazione dei cittadini che vivono in via Zanfarino per affrontare il problema. Loro, spaventati all'idea che gli ambulatori nei quali ogni giorno arrivano molti tossicodipendenti possano portarsi dietro degrado e delinquenza, hanno avviato persino una raccolta di firme.
Ieri mattina, sostenuti da Giancarlo Carta, capogruppo di An nel consiglio comunale di Sassari, sono scesi in strada per un sit in. Dopo le proteste dei cittadini, ora , l'obiettivo della Asl n°1 di Sassari, sembra quello di diluire sul territorio il numero degli utenti che sono sottoposti a trattamento terapeutico farmacologico, circa 700 su 1400 pazienti seguiti, indirizzandoli su centri di distribuzioni più vicini alla loro residenza e, dove possibile, all'interno di strutture sanitarie. «Non dobbiamo dimenticare che si tratta di cittadini come noi - ha detto Danila Grazzini, responsabile del Servizio dipendenze - e come tali devono essere considerati, garantendo loro assistenza anche all'interno di poliambulatori. Non dobbiamo identificare i tossicodipendenti come i delinquenti».
(m. c. da l'unione sarda del 20 settembre 2007)
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