SASSARI «Nessun carcere all'Asinara» parola del ministro della Giustizia, Angelino Alfano. Ma anche nessuna chiusura per la sezione distaccata della Corte d'appello di Sassari o cancellazione delle sedi giudiziarie minori di Tempio e Lanusei.
Sala Candelieri dell'Hotel Grazia Deledda: due terzi della platea composta da avvocati e dipendenti del ministero della Giustizia. È un appuntamento elettorale trasversale. In sala non ci sono solo sostenitori del centrodestra, ma molti, moltissimi addetti ai lavori. Qualcuno mugugna per questo incontro tecnico, ma non troppo. In tanti alla fine sono sollevati dalle rassicurazioni del giovane ministro siciliano: l'applauso è generale.
Punto uno il carcere dell'Asinara: «Il Pd in Senato ci ha invitato alla riapertura del penitenziario nell'isola, ma noi lo scorso 23 gennaio abbiamo approvato in Consiglio dei ministri un piano straordinario per la costruzione di nuove carceri. Non c'è alcun bisogno di riaprire l'Asinara».
Punto secondo la temuta chiusura delle Corte d'appello di Sassari. Incontro nella saletta riservata dell'albergo cittadino. Intorno al tavolo i vertici del Tribunale ordinario, Appello, Minori e Sorveglianza, oltre agli avvocati. Mancano i magistrati. In sala, più tardi, neppure un pubblico ministero. L'incontro dura una decina di minuti, il tempo di leggere una lettera firmata dal capo dipartimento della Giustizia: «Il tribunale di Sassari ha un ruolo strategico nel territorio» scrive il funzionario. Aggiunge il Guardasigilli: «I cittadini di Sassari possono stare tranquilli: non abbiamo presentato nessun progetto di riforma delle circoscrizioni che avrebbe significato la chiusura della Corte d'appello e dei tribunali minori».
Si apre la convention. Platea interessata e attenta, sorpresa quando il ministro della Giustizia sdogana nel Pdl quel Fabrizio De André, cantautore anarchico e così libero per essere incatenato nei dogmi della politica, da cui prende una frase per sintetizzare il conflitto con la sinistra sulla riforma della Giustizia: «Il Pd dà buoni consigli non potendo più dare il cattivo esempio (Bocca di Rosa)» ricorda il ministro Alfano. «Dicono di averle pensate anche loro molte delle nostre riforme» prosegue Alfano «ma io gli rispondo, perché non le avete fatte voi in questi due anni? Perché oggi il Pd dà buoni consigli non potendo più dare il cattivo esempio».
Le celebre frase del cantautore genovese è un tackle in scivolata per il popolo della sinistra mimetizzato in sala. Il Guardasigilli lo sa bene che la platea non è di soli sostenitori e allora sulla campagna elettorale non preme sull'acceleratore anche se assicura: «la vicinanza del governo Berlusconi al presidente Ugo Cappellacci».
Ma per le stoccate sul voto bisogna attendere il discorso conclusivo del senatore Giuseppe Pisanu, al suo fianco l'onorevole Piero Testoni e il sottosegretario Giuseppe Cossiga. Nel suo vademecum per Soru, Pisanu liscia la pelle al Governatore uscente. Una serie di regole in cui la quinta è la più dura: «Soru dovrebbe cambiare stile politico - afferma il leader del Pdl - assumersi le sue responsabilità e non scappare dalle responsabilità. In questo momento di crisi lo scioglimento anticipato del Consiglio regionale, la prima volta nella storia dell'Autonomia, è un segnale poco coraggioso. La navicella Sardegna sbanda e tu (riferendosi a Soru) da buon capitano non hai salvato bambini, donne e anziani. Sei stato il primo a scappare. Ma ancora peggio sarebbe stato se lo avessi fatto per calcolo politico. Con cinismo».
MAURIZIO OLANDI
l'unione sarda
Inserito il 13/02/2009 alle 16:24. |