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  IL PDL E BERLUSCONI INVITANO I GENITORI DELLA GIOVANE AD ATTENDERE IL VARO DEL DDL IL PREMIER: è UNA CONDANNA A MORTE

IL PDL E BERLUSCONI INVITANO I GENITORI DELLA GIOVANE AD ATTENDERE IL VARO DEL DDL
IL PREMIER: è UNA CONDANNA A MORTE
ROMA La vicenda di Eluana Englaro è una questione di coscienza, nulla a che fare con le polemiche su Napolitano o quelle sulla Costituzione. Lo ribadisce Silvio Berlusconi che tenta così di smorzare le polemiche, scaturite dalle sue esternazioni sul capo dello Stato e riforma costituzionale, e riportare l'attenzione sul disegno di legge del governo per salvare la donna in clinica a Udine.
Dal Veneto, dove ha inaugurato il passante di Mestre, il premier garantisce «sul mio onore e su quello dei ministri che abbiamo preso una decisione che risponde alla nostra coscienza» e soprattutto che «non c'è stato mai nessun progetto di attaccare chicchessia». Berlusconi si augura «che ciò che non è stato fatto in tanti anni, almeno sia ritardato di qualche giorno per consentire al Parlamento di approvare una legge» anche perché «senza, sarebbe una condanna a morte».
In un'intervista al Corriere della Sera, il presidente del Senato Renato Schifani lancia un appello a Beppino Englaro affinché aspetti il varo della legge, permettendo così al Parlamento di intervenire, e spiega che a Palazzo Madama si lavora da mesi alla legge sul testamento biologico. L'appello viene ripreso dal ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, che chiede al padre «di fermare un percorso di morte e di rispettare la volontà del Parlamento».
Ma è tutto il Pdl a sostenere il premier, con le eccezioni del Riformatore Liberale Benedetto Della Vedova e del repubblicano Giorgio La Malfa.
Il Vaticano, intanto, manifesta «vivo apprezzamento per l'accelerazione data dal Parlamento all'approvazione del disegno di legge», ma rende pubblica una telefonata di sabato nella quale il Segretario di Stato cardinal Bertone ha ribadito stima personale per Napolitano e volontà di non interferire nelle vicende italiane.
Più complesso il panorama all'interno del Pd. Dario Franceschini, numero due del partito, ribadisce la libertà di coscienza sul ddl. Al sì certo da parte dei teodem se ne aggiungeranno altri, come Enrico Letta che annuncia voto favorevole «nonostante le tante riserve» sul governo. Diversa la posizione del senatore Stefano Ceccanti: lunedì «proporrò all'Assemblea di gruppo di non partecipare a un voto che non possiamo esprimere, essendo legislatori e non giudici». C'è poi chi è apertamente contro il ddl. Da Firenze, il sindaco Leonardo Domenici fa sapere di aver chiesto al partito «una forte mobilitazione sul caso di Eluana». Libertà di coscienza sul voto anche all'interno dell'Idv. Di Pietro lascia intendere che voterà no ma non impone «una disciplina di partito su questi temi»Associazioni di sinistra e laiche sono attivissime. Molte saranno in sit-in davanti oggi davanti al Senato.


Inserito il 09/02/2009 alle 09:26.
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