Il premier attacca l'ex governatore Renato Soru: ha fallito come imprenditore e come politico.
ROMA L'attacco di Berlusconi è partito ieri mattina in un'intervista a Studio Aperto: non bisogna più votare Soru, ha detto il premier, «perché è un incantatore di serpenti: è una persona che ha fallito in tutto quello che ha fatto. Ha fallito come imprenditore, come politico e come governatore della Sardegna».
«Come imprenditore - ha detto il premier - ha messo su una azienda che è riuscita ad inanellare 11 anni di perdite continuative, per oltre tre miliardi di passività: incredibile, ma vero».
«Un'azienda - ha proseguito - che è stata quotata in Borsa e che ha raggiunto il valore per azione di oltre 100 euro e che adesso vale 39 centesimi: pensiamo a quante persone sono state defraudate e impoverite da questa situazione. Un'azienda che sta dimezzando i suoi organici: insomma credo che un imprenditore che non è riuscito a far funzionare le sue aziende non possa presentarsi come colui che potrà presentare sostegno e aiuto alle aziende della Sardegna».
«Come politico - ha proseguito Berlusconi - con il suo carattere torvo e iroso, ha distrutto la stessa coalizione di sinistra che lo sosteneva in un teatrino di risse continuative, con l'ultima farsa delle dimissioni». Infine, ha concluso, «come governatore, la Sardegna è arrivata al record di famiglie sotto il livello di povertà e di disoccupati: eppure c'è la sinistra che continua a portarlo sugli scudi e a leggere i giornali di sinistra gli fanno dei monumenti; per non parlare dell'Unità, che è di sua proprietà, che lo incensa quotidianamente e che usa addirittura toni poetici nel presentarlo».
LE REAZIONI Parole che hanno scosso il mondo politico. Soru, nel tour elettorale a Torino, ha replicato:«Diversamente da Berlusconi io non sono più un imprenditore e faccio politica a tempo pieno da cinque anni, ovvero mi occupo della gente, dei sardi e dei loro problemi. Pensi lui a fare qualcosa per gli italiani, per gli esuberi di Telecom, Alitalia e tutte le aziende crisi», ha aggiunto Soru.
BOTTA E RISPOSTA Interviene il Pd nazionale, con il portavoce Andrea Orlando: «C'è da chiedersi se il modo migliore di interpretare il ruolo di presidente del Consiglio in questo momento così difficile per il nostro Paese sia quello di trasformarsi in propagandista da campagna elettorale permanente allo scopo di coprire gli evidenti limiti del candidato del centrodestra sardo. Lo stile e gli argomenti che Berlusconi utilizza sono esattamente quelli da lui lamentati, quando denuncia gli eccessi dell'anti berlusconismo, ossia il dileggio dell'avversario, l'insulto e l'aggressione personale che tradiscono nient'altro che il crescente timore della sconfitta».
Pronta replica del Pdl col deputato Piero Testoni: «Il meglio di sè Orlando, naturalmente quello che porta la voce del Pd, lo dà quando è furioso. Ma, dai e ridai, anche quando prova a fare il comico attaccando il carro dove vuole il padrone, cioè Veltroni e il padroncino, cioè Soru, comincia ad essere simpatico. Solo che non sta facendo le prove per andare a Zelig, ma parla e straparla delle interviste televisive del presidente del Consiglio, dei suoi legittimi giudizi sulla pochezza di Soru come imprenditore e come governatore, insomma si mette a fare il maestrino di comunicazione con chi è molto ma molto più esperto di lui. Tra l'Orlando prima maniera e il comico apprendista - conclude Testoni - preferiamo il primo, il vecchio e sanguigno, inesorabile portavoce del Partito Democratico».
Inserito il 04/02/2009 alle 09:04. |