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  CHIMICA, 320 OPERAI SONO TORNATI AL LAVORO PORTO TORRES, DOPO L'INTESA GOVERNO-ENI STOP ALLA CASSA INTEGRAZIONE

CHIMICA, 320 OPERAI SONO TORNATI AL LAVORO
PORTO TORRES, DOPO L'INTESA GOVERNO-ENI STOP ALLA CASSA INTEGRAZIONE
PORTO TORRES La grande fabbrica riparte, Porto Torres respira. Da ieri lo stabilimento della Polimeri Europa con vista sul Golfo dell'Asinara viaggia a pieno organico. Con il sole nascosto da nuvole cariche di pioggia, hanno varcato i cancelli anche i 320 operai (circa la metà dell'intera forza lavoro, più 400 che traggono reddito nell'indotto) in cassa integrazione dall'8 dicembre. La fine del conto alla rovescia per il rientro in fabbrica arriva con una settimana d'anticipo. Ma va ricordato che a cavallo tra novembre e dicembre, in un clima di crisi dei mercati e di timori di disimpegno da parte di Eni, molti lavoratori temevano che la data del primo febbraio 2009 sarebbe slittata. Letti così, quei sette giorni d'anticipo suonano ancora di più come una vittoria. E lo sciopero, proclamato per il 13 febbraio, alla vigilia delle elezioni regionali, va verso una sospensione, un rinvio. La decisione dei sindacati si conoscerà oggi.
«UN SUCCESSO» «Aver riaperto lo stabilimento a tutti i lavoratori con una settimana d'anticipo è anche un successo della mobilitazione dei lavoratori, dei sindacati, delle istituzioni, della comunità tutta», dice Andrea Ruiu della Femca Cisl. Alla base c'è l'accordo firmato nel pomeriggio di venerdì tra Eni, le segreterie regionali e provinciali di Filcem Cgil, Femca Cisl e Uilcem Uil e le rappresentanze sindacali unitarie dello stabilimento. «Un accordo», riprende Ruiu, «frutto della categoria dei chimici, che rappresenta una boccata d'ossigeno. Arriva dopo una forte mobilitazione e davanti a una prospettiva di disimpegno di Eni». «Siamo tornati al 30 novembre scorso. Sì, c'è soddisfazione, anche per l'impegno, va riconosciuto, del Governo con Eni: ha fatto i suoi passi», sottolinea Arnaldo Melissa della Uilcem. «Ma», aggiunge subito, «siamo solo al punto di partenza, le conquiste sono da fare. Si deve ripartire dal contratto di programma per scrivere tutto il futuro della chimica. Sarda e nazionale». Di sicuro, ci tiene a sottolineare Melissa, «la mobilitazione per il petrolchimico è stato un esempio di unità, trasversale, che deve servire da esempio».
GLI IMPIANTI Sulla base dell'accordo firmato venerdì, da ieri è partito il riavviamento degli impianti Elastomeri, Etilene, Aromatici e Poletilene. Quanto al Fenolo e Cumune, anche per il perdurare della crisi di mercato (legata in particolare al crollo del settore auto), gli impianti saranno - dopo l'attività di bonifica - messi in sicurezza e in stato di conservazione. «Si è convenuto», spiega Antonio Atzori , responsabile del Personale alla Polimeri Europa di Porto Torres, «di monitorare il mercato, con verifiche trimestrali, su tutti i prodotti e i conseguenti assetti produttivi».
IL GOVERNO Il presidente del Consiglio dei ministri Silvio Berlusconi , il 15 gennaio, aveva chiamato al telefono l'amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni (in Russia per la crisi del gas), chiedendo una serie di impegni concreti su Porto Torres, a partire dal richiamo al lavoro di tutto il personale. I primi risultati sono arrivati. Il premier ha parlato anche della necessità di avviare «immediatamente il tavolo nazionale della chimica, come già deciso dal ministro Claudio Scajola , per definire tutto il monitoraggio e la strategia della chimica sarda nel contesto nazionale ed europeo».
LO SCIOPERO «La boccata d'ossigeno», dice ancora Andrea Ruiu, «ci consente di andare proprio al tavolo nazionale per definire il ruolo della chimica in Sardegna ma, direi, dell'industria nel nord-ovest dell'isola. Il rientro di tutti i lavoratori non è la soluzione, ma ci dà una tregua di qualche mese per sviluppare una strategia diversa con l'Eni ma anche con il Governo». Quanto allo sciopero, per la Cisl «può considerarsi sospeso, ma», aggiunge Ruiu, «la decisione sarà presa insieme». Pierfranco Delogu , segretario provinciale dei chimici della Cgil, si espone di meno. «Di positivo c'è il rientro dei lavoratori, ma la vertenza non è cambiata. Aspettiamo l'incontro con il Governo».
LE REAZIONI IN CITTÀ «Il rientro al lavoro di più di 300 persone è una notizia importante per la nostra città», dicono Roberta Cualbu e Piera Carta dal negozio di abbigliamento “Noi per Voi”, a pochi passi dal porto. Proprio quel porto «che non parte, con un rinvio dietro l'altro, è che penalizza la nostra economia», dice Vincenzo Mannoni dalla sua macelleria nel Corso. «Ben vengano, nell'attesa, le buste paga della chimica». È più disincatato Tore, che gestisce con la moglie un'Ortofrutta. Sarà perché «in quella fabbrica ci ho lavorato trent'anni. E ho girato l'Europa: attorno all'industria con la materia prima, ci sono le attività di trasformazione. Qui no». Tra i clienti del Bar Sport, in piazza Municipio, è pieno clima elettorale. «Destra o sinistra non importa, ciò che conta è che si diano risposte all'economia della città», dice il titolare, Luciano Del Giudice . «Abbiamo notato cali, certo. Ma qui c'è disperazione. Si chiede solo di vivere tutti un po' più dignitosamente. Partisse il porto! L'ultima scadenza era luglio, è passato da un po'. Ecco che il rientro al lavoro di tutti, alla Polimeri», chiude Del Giudice, «è una buona notizia».
emanuele dessì
lunione sarda
27/01/2009


Inserito il 27/01/2009 alle 10:31.
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